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Legge semplificazione

Nuove “Disposizioni regionali in materia di semplificazione” Approvate in Consiglio regionale il 26 febbraio 2015

La semplificazione riguarda numerosi aspetti: per i saldi di fine stagione basta l’apposizione di un cartello ben visibile e non serve più la comunicazione preventiva al Comune, viene nuovamente disciplinata la tipologia dell’albergo diffuso anche per aree non montane, si prevede l’introduzione del condhotel, in caso di concessione di derivazione di acqua pubblica devono essere preferite quelle dei soggetti che vogliono soddisfare il fabbisogno energetico della propria impresa, sono riviste alcune sanzioni a tutela del patrimonio boschivo, viene dematerializzato il procedimento di gestione delle pratiche agricole, aumentano le sanzioni contro l’uso illegale delle cave, vengono rese meno burocratiche le procedure della pulizia dei fiumi minori, sono rese meno onerose le ristrutturazioni degli edifici esistenti, si proroga al 31 dicembre 2015 il recupero dei sottotetti a fini abitativi, si vieta l’uso di autobus con più di quindici anni, viene istituito il registro unico delle organizzazioni del terzo settore, si accelera il passaggio delle Comunità montane ad Unione di Comuni montani, viene decretata la pubblicazione sul sito web della Regione di tutti gli atti delle aziende sanitarie. Grande importanza ha il passaggio dalla documentazione cartacea a un uso sempre più diffuso di quella telematica, anche attraverso l’utilizzo del contrassegno telematico, il cosiddetto @e.bollo. Scheda di approfondimento

Nuova legge sull’Agriturismo

Il Consiglio Regionale nella seduta odierna ha approvato la Proposta di Legge, primo firmatario Gian Luca Vignale, “Nuove disposizioni in materia di agriturismo” resa necessaria per innovare la vecchia legge regionale del 1995 e per recepire alcune disposizioni contenuta nella legge nazionale del 2006.

I veri pilastri della nuova legge sono la promozione dell’agricoltura piemontese e l’individuazione dell’attività agrituristica come uno strumento di sviluppo delle aree rurali e montane.

L’articolo 3 della legge, vero cuore del provvedimento, prevede che l’ 85% del prodotto in tavola provenga esclusivamente da aziende agricole piemontesi. Un minimo del 25% dovrà essere prodotto all’interno della impresa agricola di chi gestisce l’agriturismo e la rimanente parte, il 60%, dovrà essere acquistato esclusivamente da aziende agricole piemontesi.

Questa modalità consentirà di rendere gli agriturismi i veri protagonisti del cibo e dell’agricoltura piemontese e di garantire un aumento del fatturato delle aziende agricole che potranno vendere una parte del loro prodotto alle aziende agrituristiche.

Inoltre è stato introdotta l’ospitalità rurale che consente di ospitare fino a 10 persone nelle camere o nella cucina di un’azienda agricola. Nei comuni montani tale ospitalità, qualora rispetti il carattere di stagionalità, è elevata a 20 persone.
Tale principio consentirà alle piccole aziende agricole di prevedere un incremento del reddito senza dover fare investimenti all’interno della loro cascina. In particolare sarà estremamente importante nelle zone montane, in cui la somma di più attività è la vera possibilità di mantenimento dell’azienda stessa.

Approvato il POR

Il 13 febbraio 2015 la Commissione europea ha approvato il Piano operativo regionale del Piemonte relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale (Por-Fesr). Il pacchetto strategico prevede per il Piemonte un investimento totale di 965,8 milioni di euro per il periodo 2014-2020, di cui 483 del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr).

Il 20% del pacchetto sarà indirizzato all’efficienza energetica e dell’uso delle energie rinnovabili (193,2 milioni), con cui si conta di tagliare oltre 18mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica.

Priorità numero uno della Regione sono la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione (355,2 milioni di euro, che equivalgono al 36,7% del totale, contando 1.653 aziende che cooperano con gli organismi di ricerca e sviluppo e un risultato atteso di 277,6 milioni di investimenti privati in progetti
innovativi addizionali a quelli pubblici).

Altre priorità sono la promozione della competitività delle piccole e medie imprese e l’agevolazione dell’accesso al credito (212,4 milioni, cioè il 22% del totale), un investimento da cui si attende la creazione di oltre 380 pmi orientate all’export.

All’accesso, l’impiego e la qualità dell’Ict vanno 88,2 milioni (9,1%), che prevede la copertura con i servizi di sanità on line (e-health) del 40% della popolazione, contro lo 0% del 2013.

Per lo sviluppo urbano sostenibile sono destinati 48,2 milioni (5% del totale) e alla tutela e promozione del patrimonio naturale e culturale 29,8 milioni di euro (3,1%), da cui si attende un aumento di visitatori verso i siti culturali finanziati.